GASTINI, IL RESPIRO DELLA PITTURA



Sino alla fine di marzo la Galleria dello Scudo di Verona ospita la mostra MARCO GASTINI, IL RESPIRO DELLA PITTURA (OPERE 1980-1990) a cura di Pier Giovanni Castagnoli. Dopo le prime ricerche degli anni ’60 e l’approccio analitico del decennio successivo, coinciso con una pittura estremamente rarefatta prossima ai territori praticati dalla contemporanea minimal art, dai primi anni ’80 il linguaggio di Marco Gastini si apre a una trasformazione radicale, rivelando un’inattesa apertura al colore e alla ricerca sui materiali. Da allora inizia un percorso che condurrà l’artista alle installazioni divenute peculiari del suo linguaggio, in cui la presenza di forme e oggetti di varia natura, che fuoriescono dai limiti della superficie, assumono inusuali valenze pittoriche. Le numerose antologiche tenute all'Orangerie im Schlosspark Belvedere a Weimar nel 1998, alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Torino nel 2001 e alla Kunsthalle di Göppingen nel 2005, sino alla più recente rassegna “Ma un’Estensione”. Gastini, Icaro, Mattiacci, Spagnulo allestita in Ca’ Pesaro a Venezia nel 2015, sono solo alcune tappe di un percorso che riconferma come Gastini sia una personalità che non ha eguali tra quelle della generazione “di mezzo” cui egli appartiene.
 
Con la mostra in programma alla Galleria dello Scudo si punta lo sguardo agli anni ’80, quando nel linguaggio dell’artista irrompono quei “flussi di energia” che da allora in poi ne costituiranno la cifra peculiare. Attraverso una selezione di opere scelte tra le più significative del periodo, si ripercorrono le fasi di un’evoluzione espressiva scandita peraltro da importanti appuntamenti espositivi, come la personale L’ala della pittura presentata da Helmut Friedel alla Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco di Baviera nella primavera del 1982, la sala riservata all’artista nel Padiglione Italia alla XL Biennale di Venezia dello stesso anno, l’antologica dal 26 marzo 1983 alla Galleria Civica di Modena, la mostra interamente dedicata al suo lavoro ordinata da Paolo Fossati al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano tra marzo e aprile 1984, insieme a varie altre rassegne in spazi pubblici e privati in Europa e oltreoceano, tra cui la prestigiosa John Weber Gallery di New York. Il percorso espositivo si apre con Le tensioni esistono, vengono generate e si rigenerano in pittura I del 1981, opera di oltre tre metri di lunghezza, testimonianza emblematica della totale immersione di Gastini nella pittura. È il blu, dalle frequenze ora cupe ora elettriche, a dominare lo slancio creativo di questo periodo. Nonostante l’irregolarità e l’estroflessione dei bordi della tela, il flusso degli accadimenti pittorici prende un corso introverso, tenta una nuova vertigine del vedere. La superficie è invasa da stesure a gesti brevi e aggressivi, che intersecano il sottile variare d’intensità del colore con sovrapposizioni molteplici, come vibrazioni nervose. I segni neri, a carboncino, lunghi e filamentosi ma al tempo stesso secchi e urgenti, ora si distendono sulla superficie ora ne intaccano la già sovreccitata tensione. In luogo dei filamenti di stagno d’un tempo, sono ora carrube a segnare la reiterazione del segno, a porsi come elementi altri che frammentano ma tuttavia unificano la visione d’insieme...
 
>> INGRESSO LIBERO da lunedi a sabato, con orario continuato dalle 10.00 alle 19.30
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