RIORDINARE IL MONDO



sino alla fine di gennaio gli spazi espositivi della BoxArt Gallery ospitano la mostra RIORDINARE IL MONDO, personale di Daniel Spoerri a cura di Marco Bazzini... secondo Robert Filliou “L’arte è ciò che rende la vita più interessante dell’arte”. Si può dire che Daniel Spoerri, con la propria epopea umana e con il suo multiforme percorso artistico, abbia saputo interpretare perfettamente le parole di questo motto, coniato dal suo grande amico. Ne sono esempio le venticinque opere presentate presso la Galleria Boxart, che ripercorrono in sintesi parte della produzione dal 1995 ad oggi di uno dei maggiori protagonisti dell’arte europea del secondo dopoguerra. Parte del leone la fanno i celebri Quadri-Trappola, o Tableaux-Pièges, che lo stesso Spoerri ha definito alla loro prima esposizione nel 1960: «oggetti trovati casualmente in situazioni di disordine o di ordine che vengono fissati al loro supporto esattamente nella posizione in cui si trovano. L’unica cosa che cambia è la posizione rispetto all’osservatore: il risultato viene dichiarato un quadro, l’orizzontale diventa verticale. Esempio: i resti di una colazione vengono attaccati al tavolo e, insieme al tavolo, appesi al muro». Al centro di queste opere antigravitazionali come di buona parte del suo percorso artistico sono presenti le tematiche legate al cibo. Negli spazi della Galleria veronese sarà, inoltre, riallestito il Bistrot di Santa Marta, sei Quadri-Trappola dalla serie presentata a Milano in occasione dell’Expo 2015, dedicata alla santa patrona delle casalinghe e delle cuoche, degli osti, degli albergatori e dei ristoratori. 
 
Un altro ciclo di lavori presente in Galleria declina in maniera diversa il momento di vita reale fermato dall’artista: i Falsi Quadri-Trappola (Faux Tableaux-Pièges) infatti, differiscono dai precedenti perché Spoerri ha creato “ad hoc” una situazione che evoca quelle della realtà quotidiana. Queste opere prodotte tra 2007 e 2011, accrescono il loro fascino grazie alla scelta della base composta da tavolini degli anni Cinquanta con il piano in mosaico. Il legame di Spoerri con l’Italia è molto vivo e profondo, e riemerge negli spazi di Boxart con la resenza della Catena genetica del mercato delle pulci, un polittico del 2000 nato da quel nomadismo che ha sempre caratterizzato la sua vita e che per un periodo l’ha portato a trasferirsi nella bassa Toscana. L’opera è stata realizzata infatti quando l’artista dovette traslocare tutto quel mondo di oggetti avanzi e scarti presente nel suo studio. In mostra alcune delle tavole, il cui intero ciclo misura in totale 100 metri e fu presentato per la prima volta a Milano presso il Palazzo delle Stelline. La panoramica sui lavori dell’artista continua con alcune opere del ciclo Erst letzt das erste (Primo ultimo primo) che rimandano a quello straniamento evocato nella nota frase di Lautréamont: «Bello come l’incontro fortuito sopra un tavolo anatomico». Il minimo comune denominatore delle opere di Spoerri è infatti l’accostamento e l’assemblaggio di materiali di scarto per nobilitarli, così come avviene nel caso delle Cassette delle lettere (la serie si intitola letteralmente Histoires de boîtes à lettres), in cui sono protagoniste alcune cassette di caratteri mobili recuperate dopo il loro abbandono a causa dell’avvento del nuovo sistema digitale. 
 
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