NABUCCO (96° Festival Areniano)



ore 21.00: questa sera, nell’ambito del festival areniano, la Fondazione Arena di Verona, mette in scena NABUCCO, dramma lirico in quattro atti di Giuseppe Verdi tratto da un libretto di Temistocle Solera. Rappresentazione con l’Orchestra e il Coro della Fondazione Arena, nell’allestimento firmato da Arnaud Bernard. Pubblicata nel 1842 con il nome di Nabucodonosor, è ritenuta l'opera più risorgimentale di Verdi, in cui gli spettatori italiani dell'epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese.
 
LA TRAMA: Nel tempio di Gerusalemme gli ebrei si lamentano perchè il re babilonese Nabucco minaccia le porte della città. Il sacerdote Zaccaria li rincuora, ricordandogli che sua figlia Fenena è loro prigioniera e custodita da Ismaele. Questi però è intenzionato a liberarla perché quand’era prigioniero a Babilonia fu liberato proprio da Fenena, di lui innamorata. I due stanno organizzando la fuga, quando nel tempio irrompono i babilonesi; Zaccaria ferma Nabucco minacciando con un pugnale sua figlia, ma Ismaele si oppone e consegna Fenena al padre. Abigaille, l’altra figlia di Nabucco, trama per salire sul trono di Babilonia estromettendo la sorella, che nel frattempo si è convertita all’ebraismo. Abigaille irrompe nella sala del tempio portando con sé una folla di babilonesi e costringe Fenena a rivelare al padre la propria conversione; Nabucco le ordina di inginocchiarsi e di adorarlo come un dio, ma il dio degli Ebrei lancia un fulmine ed il Re babilonese cade agonizzante. Abigaille allora si pone sul capo l’agognata corona e riceve gli onori delle autorità del regno. Nabucco tenta invano di riappropiarsi della corona, ma viene fermato dalle guardie; Abigaille, sfruttando le instabili condizioni mentali del padre, riesce a fargli apporre il sigillo reale convalidante il documento di condanna a morte per gli Ebrei. In un momento di lucidità, Nabucco si rende conto di avere condannato anche Fenena e inutilmente implora la sua salvezza, ma Abigaille ordina di imprigionarlo. Sulle sponde dell`Eufrate, gli Ebrei invocano la patria lontana... Dalla prigione Nabucco vede Fenena tra gli ebrei condotti a morte; disperato si rivolge, convertendosi al Dio degli Ebrei. Un manipolo di guerrieri rimastogli fedele, vedendolo rinsavire decide di insorgere. Negli orti pensili risuona una marcia funebre: stanno giungendo gli Ebrei condannati a morte. Zaccaria benedice Fenena martire, ma all’irrompere di Nabucco, cade l’idolo di Belo e i prigionieri vengono liberati. Nabucco torna sul trono e Abigaille si uccide con il veleno. Zaccaria predice a Nabucco il suo dominio su tutta la terra.
 
>> REPLICHE il 07.07.2018; 12.07.2018; 20.07.2018; 28.07.2018; 10.08.2018; 18.08.2018
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