IL BARBIERE DI SIVIGLIA



ore 20.45: questa sera, nell’ambito del festival areniano, la Fondazione Arena di Verona, mette in scena IL BARBIERE DI SIVIGLIA. Dramma comico in 2 atti di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini. Rappresentazione con l’Orchestra e il Coro della Fondazione Arena, nell’allestimento firmato dal maestro Hugo de Ana, arricchito dalle coreografie di Leda Lojodice caratterizzate dalle suggestive e gigantesche rose che trasformano l’anfiteatro romano in un grande giardino.
 
LA TRAMA: Di notte in una piazza di Siviglia sotto la casa di don Bartolo, un anziano medico, si radunano alcuni suonatori condotti da Fiorello, servitore del conte il quale è lì per cantare una serenata alla bella Rosina della quale è innamorato. Il conte chiede a Figaro, barbiere e “factotum della città” di aiutarlo a conquistare la giovane alla quale si è presentato sotto il falso nome di Lindoro. Figaro lo consiglia di fingersi un giovane soldato cui Rosina si dimostra presto interessata; inoltre il barbiere gli procura un biglietto d’alloggio nella casa di don Bartolo. Il tutore però, sospettando trame che coinvolgono la sua amata pupilla, decide di affrettare le proprie nozze con lei e convoca don Basilio che gli riferisce la voce della presenza in città del conte di Almaviva che ama Rosina e suggerisce che solo la calunnia potrà mettere fuori gioco il conte; quindi i due si allontanano per preparare il contratto di nozze. Figaro parla con Rosina, le conferma l’amore di Lindoro e la giovane, su consiglio del barbiere, gli scrive un biglietto. Don Bartolo rientra in casa sorprendendo Figaro e Rosina e accorgendosi che manca un foglio dal taccuino e la rimprovera. Bussa alla porta Almaviva che, travestito da soldato e fingendosi ubriaco si presenta con il biglietto d’alloggio e Bartolo oppone un documento che lo esenta dal’ospitalità ai militari. Nasce una gran confusione tale da far intervenire i gendarmi. Quando Almaviva rivela furtivamente la propria identità le guardie si allontanano sollevando lo stupore di tutti. Nel II atto Bartolo comincia a sospettare circa la vera identità del soldato presentatosi a casa sua, mentre il conte giunge nuovamente con un altro travestimento sempre frutto dell’ingegnoso Figaro: ora è Don Alonso, maestro di musica sostituto di Don Basilio rimasto a casa febbricitante. Per guadagnare la fiducia del tutore, il finto Don Alonso mostra il biglietto che Rosina gli aveva mandato; nel frattempo giunge Figaro che rade la barba al padrone di casa nel tentativo di distrarlo dalla conversazione dei due innamorati. Dopo vari equivoci Rosina scopre l’identità di Don Alonso e si appresta a fuggire con il conte dalla finestra della sua camera con una scala che Figaro aveva preparato. Qualcuno, però, intuendo il piano del barbiere toglie la scala. I due amanti e Figaro sono scoperti da Don Basilio e da un notaio convocati da Bartolo per celebrare le proprie nozze con Rosina. Ancora una volta Figaro mette in atto un’altra astuzia: Don Basilio è costretto ad assistere al matrimonio dei due giovani. Al suo arrivo Bartolo non può che arrendersi di fronte al fatto compiuto e gli resta la sola consolazione di aver risparmiato la dote per Rosina che il conte di Almaviva rifiuta. Il finale è caratterizzato dai festeggiamenti per il trionfo di questo amore contrastato.
 
>> REPLICHE il 04.08.2018; 08.08.2018; 17.08.2018; 24.08.2018; 30.08.2018
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