UN WEEKEND A VERONA PARTE 01


Arrivare a Verona il venerdì sera, per godersi la cena in uno dei ristoranti tipici e passeggiare nelle romantiche viuzze del centro storico; spendere il sabato tra antichi monumenti, piazze e negozi alla moda, andando la sera a teatro e poi in osteria; dedicare la domenica a chiese, giardini, musei e palazzi medievali.

SABATO MATTINO: un primo approccio con la città
 09.20 - 10.20  Piazza Bra (palazzo Barbieri, Gran Guardia, Liston)
 10.20 - 11.00  ARENA con visita all’interno
 11.00 - 12.00  PONTE SCALIGERO, CASTELVECCHIO e Corso Cavour
 12.00 - 12.30  CHIESA di SAN LORENZO, PORTA BORSARI, via Oberdan
 13.00 - 15.00  per pranzo una pausa sul LISTON, il salotto di Verona

SABATO POMERIGGIO: shopping nelle vie del centro storico 
 15.00 - 16.30  Via Mazzini e PIAZZA ERBE (antico Foro romano)
 16.30 - 17.00  i negozi di Corso Porta Borsari
 17.00 - 18.00  Via Cappello e la CASA DI GIULIETTA
 18.00 - 19.00  PORTA DEI LEONI e chiesa SAN FERMO
 21.00 - 00.00  serata a Teatro e poi a far tardi in osteria

DOMENICA MATTINO: i capolavori dell’arte e della natura 
 09.30 - 10.30  SANTA MESSA in DUOMO
 10.30 - 11.00  CHIESA S.GIOVANNI IN FONTE, CHIESA S.ELENA
 11.00 - 11.30  Palazzo del Vescovado, PONTE PIETRA
 11.30 - 12.45  TEATRO ROMANO e MUSEO ARCHEOLOGICO
 12.45 - 15.00  GIARDINO GIUSTI e pranzo in un locale/bar

DOMENICA POMERIGGIO: le dimore degli antichi signori di Verona 
 15.00 - 16.00  Piazza dei Signori e la TORRE DEI LAMBERTI
 16.00 - 16.45  CHIESA di S.MARIA ANTICA e ARCHE SCALIGERE
 16.45 - 17.45  SCAVI SCALIGERI, piazza Viviani
 17.45 - 18.00  passeggiata sino all'ex convento di san Francesco
 18.00 - 19.30  MUSEO DEGLI AFFRESCHI e TOMBA DI GIULIETTA


VENERDI SERA: CENA CON I PIATTI TIPICI DELLA CUCINA VERONESE

ImmaginandoVi stanchi per la settimana lavorativa e il viaggio, Vi suggeriamo una passeggiata nei vicoli della città vecchia, prima di recarVi in un ristorante in cui preparano i PIATTI TIPICI della nostra cucina: gnocchi di patate, nodi d'amore, riso al tastasal, pasta e fasoi, pastissada de caval, polenta infasolà e bollito con pearà... solo per citarne alcuni. Link consigliati  | RISTORANTI E TRATTORIE DI VERONA | PIZZERIE E SFIZIOSERIE |

SABATO MATTINO: PRIMO APPROCCIO CON LA CITTA' 

Per visitare Verona è naturale partire dalla centralissima PIAZZA BRA che fonde nella solare ed accesa luminosità che l'attraversa, edifici di epoche ed architetture diverse. Iniziamo la visita dal monumento equestre di Vittorio Emanuele II, realizzato nel 1883 per onorare il Re nel quinto anniversario della morte. Dietro di esso, nel mezzo dei secolari abeti che ornano il giardino centrale, c'è la Fontana delle Alpi, che celebra il gemellaggio tra la città scaligera e Monaco di Baviera. I Veronesi con affetto la chiamano strucalimoni per la sua forma singolare che ricorda uno spremi agrumi, e amano festeggiare le grandi imprese sportive con un bagno nelle sue acque. Di fronte a noi c'è PALAZZO BARBIERI, sede dell'amministrazione comunale. E' un imponente edificio in stile neoclassico che fu realizzato tra il 1836 ed il 1848; ispirato alle forme degli antichi templi romani si presenta con una maestosità che lascia sconcertati, offrendo una visione globale di tutta la facciata. La parte centrale è costituita da un pronao corinzio sporgente a cui si accede per un'ampia gradinata, sovrastato da un grande frontone triangolare in cui è inserito lo stemma della città. Le due ali sono decorate da mezze colonne che ne amplificano la monumentalità e scandiscono le finestre rettangolari dei piani superiori. A destra vediamo parte della cerchia di mura Viscontee edificate alla fine del XIV secolo e poco oltre si erge la GRAN GUARDIA, un monumentale palazzo che pare quasi voler gareggiare con la gran mole dell'Arena. Disposto su due piani ha una lunghezza di quasi novanta metri, con tredici arcate in robusto bugnato rustico che sostengono il piano nobile. Questo si eleva su un architrave finemente ritmato da grandi finestre rettangolari separate da semicolonne doriche, inquadrate in un'alternanza armonica di timpani triangolari e curvilinei. Sul lato nord-ovest della piazza c'è il Liston, un ampio marciapiede lastricato in pietra rosa su cui si affacciano palazzi nobiliari che ospitano bar e ristoranti sempre affollati. Al civico 26 c'è lo splendido palazzo Ottolini, subito seguito dal quattrocentesco palazzo Guglienzi nella cui facciata è presente una "Madonna con Bambino" realizzata dal Morone. Al 18 c'è il palazzo Righetti, su cui è presente un affresco attribuito al Caroto. Di fianco spicca il cinquecentesco palazzo Malfatti Honorij, la cui facciata è un mirabile esempio di prospettiva che allude alla classicità. Su tutto domina L'ANFITEATRO ARENA, il monumento che più di ogni altro ricorda le origini romane della città e suo simbolo in tutto il mondo. Un grandioso anfiteatro, il terzo per grandezza fra quelli a noi giunti ed il meglio conservato. Eretta nel I secolo è un'ellisse larga 110 metri e lunga 140, realizzata con una ininterrotta sequenza formata da settantadue doppie arcate in pietra. E’ visitabile internamente tutto l’anno; in estate ospita una grande stagione lirica e concerti dei maggiori artisti mondiali; in inverno una rassegna internazionale di presepi.

Lasciata la piazza imbocchiamo via Roma, strada di elegante passeggio con negozi e caffè. Sulla sinistra un possente colonnato protegge l’ingresso del FILARMONICO, il maggiore teatro cittadino. E’ una sorta di sede invernale dell’Arena, che da ottobre a maggio propone un ricco cartellone di spettacoli sinfonici, lirici e di balletto con l'Orchestra, Coro e Corpo di ballo della Fondazione Arena. In fondo alla strada, davanti alla statua di Cavour, si erge il maestoso CASTELVECCHIO, dimora dei principi Scaligeri che nel medioevo governarono la città. Un maniero molto vasto, che colpisce per l'aspetto autorevole e militare. Ospita una delle maggiori raccolte d'arte italiane, che inizia con oggetti paleocristiani e termina con dipinti settecenteschi, includendo reperti di oreficeria, sculture e armi. Attraverso un arco posto sotto la Torre dell'Orologio, si accede a un magnifico esempio di ingegneria trecentesca, il PONTE SCALIGERO che arditamente si slancia sull'Adige. Un ponte a tre arcate, fortificato e merlato, realizzato con mattoni in cotto e pietre bianche locali, la cui ensemble offre uno straordinario effetto pittorico e scenografico. Il grande viale che conduce a Porta Borsari è CORSO CAVOUR e ricalca il tracciato dell'antica via Postumia. Nel ‘500 divenne la prediletta dalle ricche famiglie veronesi, che vi edificarono sontuosi palazzi. A sinistra c’è L'ARCO DEI GAVI. Un arco quadrifronte a pianta rettangolare risalente al I secolo, realizzato impiegando blocchi di pietra bianca disposti in filari. Proseguendo si arriva a PALAZZO CANOSSA, capolavoro rinascimentale che supera il medioevale concetto di palazzo fortezza munito di torri difensive proponendosi come esempio di raffinata eleganza, aperto alla luce ed ai giochi di chiaroscuro (in cui hanno soggiornato le teste coronate più importanti d'Europa, tra cui Napoleone Bonaparte, lo zar di Russia Alessandro e gli imperatori austriaci Francesco, Ferdinando e Francesco Giuseppe). Di fronte c’è Palazzo Balladoro, raffinato esempio di abitazione nobiliare dall'eleganza essenziale, con la facciata aperta da innumerevoli finestre. Al civico 40 si trova l'ottocentesco PALAZZO PORTALUPI con la sua facciata tripartita, al cui ultimo piano è presente un grande orologio, vigilato da una coppia di lupi. Poco oltre un portale in marmo sormontato dalla statua di un Santo, introduce in uno spazio nascosto, in cui è presente un gioiello della architettura romanica: la CHIESA DI SAN LORENZO. In un piccolo sagrato l'edifico si presenta con il fianco meridionale, mentre la facciata è celata sulla sinistra. L'ingresso è delimitato da stipiti decorati e preceduto da un portico rinascimentale in marmo. L'interno é raccolto e severo, con una pianta a croce latina pentabsidata e navata centrale sormontata da capriate di legno che sorreggono il tetto, mentre sulle navate laterali si innalzano come un loggiato i matronei il cui prospetto è scandito da una successione di finestre bifore.

Ritornati su Corso Cavour al 29 troviamo il maestoso PALAZZO BEVILACQUA, che fu disegnato nel cinquecento ma solo in parte realizzato, come si evince dalla posizione asimmetrica del portale. Al pianterreno presenta una possente struttura a pilastri in bugnato, fra cui stanno grandi finestre sormontate da busti romani. Nel piano superiore una raffinata balconata sorregge porte e finestre, inquadrate da una successione di colonne ornate con altorilievi allegorici e festoni decorativi. La facciata termina con un maestoso cornicione, riccamente cesellato, che si armonizza con tutto l'insieme dell'edificio. Rimanendo sul lato sinistro e proseguendo verso porta Borsari incontriamo Palazzo Medici Glisenti, fronteggiato da una piccola piazza alberata, su cui vigila la statua del poeta Aleardo Aleardi. Sullo sfondo si erge la millenaria CHIESA DEI SANTI APOSTOLI che regala, con l'armonia dei suoi colori, il giallo del tufo, il bianco della pietra ed il rosso dei mattoni, un pittoresca immagine con tonalità suggestive. L'interno, che si articola su un'unica navata con tre absidi incorniciate da archi rinascimentali, racchiude pregevoli opere d'arte e una cripta/sacello molto suggestiva. Proseguendo troviamo sul lato destro il PALAZZO SCANNAGATTI GOBETTI, un raffinato esempio di architettura proto-rinascimentale con uno stupendo portale riccamente cesellato nel piano nobile, la cui decorazione è ripresa nelle finestre bifore divise da una colonna tortile. Adiacente ad esso sorge PALAZZO CARNESALI, che arriva sino all'angolo con via Oberdan. La sua facciata, aperta da negozi nel pianterreno e finestre curvilinee, è ariosa e solare, con portali e signorili balconi a fisarmonica in marmo rosso; sugli stipiti del primo portale sono presenti i segni dei livelli raggiunti dall'Adige durante i più disastrosi straripamenti. Alla fine del Corso, nell'angolo con via Diaz, c'è il barocco PALAZZO CARLOTTI. Realizzato nel 1665 presenta uno scenografico portale inquadrato da poderose colonne binate che sostengono il poggiolo del piano nobile, e un triplo ordine di finestre scolpite, differenti in ogni piano: al pianoterra sono chiuse da singolari inferriate, al primo piano abbellite con mascheroni e nel secondo inquadrate da conchiglie. Di fronte a noi la splendida PORTA BORSARI, il principale ingresso cittadino in epoca romana, costruita nel I secolo d.C. con una elaborata struttura articolata su tre livelli. A destra si apre una piccola piazzetta ingentilita dalla Casa dei Giolfino, sulla cui facciata sono ancora ben visibili i resti degli affreschi realizzati dal Mantenga. Attraversandola e proseguendo lungo via Oberdan torniamo in Piazza Erbe, dove potreste fermarvi per pranzare in uno dei numerosi ristoranti e caffè presenti sul Liston.

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