MUSEO ARCHEOLOGICO
via Regaste Redentore, 2
37129 Verona (vr)
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045.8000360

GIORNO DI CHIUSURA
aperto tutti i giorni

ORARI DI APERTURA
08.30/19.30 (lunedì 13.30/19.30)

MUSEO ARCHEOLOGICO


Realizzato nelle sale dell'ex convento quattrocentesco di San Girolamo, sovrastante il Teatro Romano, il Museo Archeologico di Verona raccoglie vasi, mosaici, sculture, oggetti in vetro ed utensili provenienti da varie necropoli, iscrizioni sacre e sepolcrali, parti dell'acquedotto romano tracciato sul ponte Postumio e antichi elementi che formavano le preziose ed elaborate decorazioni del Teatro.

Il percorso espositivo inizia dalla portineria, antistante il Teatro: in una piccola sala di destra sono collocate quattro erme decorative (II secolo), che rappresentano Dioniso giovane, Dioniso barbato, un giovane Satiro e un Sileno barbuto, rinvenute durante gli scavi per riportare alla luce il Teatro. Vicino ad esse vi sono altri elementi decorativi del Teatro, tra cui il busto di "Kore", la sfinge, le volute a testa d'ariete e il plinto con tre figure di donne. Accanto alla passerella in legno con cui si esce nell'area teatrale, sono visibili parti dei muri pertinenti all'edificio scenico e due grossi tronchi di piombo: tubazioni dell'acquedotto romano costruito in età repubblicana. Nella sala espositiva presso l'ascensore sono esposte alcune SCULTURE IN MARMO DEL I SECOLO DOPO CRISTO E PREGIATI MOSAICI del secondo e terzo secolo; nelle vetrine, terrecotte dal periodo greco (alcune del quinto secolo avanti Cristo) al periodo romano. Lungo il corridoio che congiunge la sala al refettorio sono esposti ritratti marmorei. Sul corridoio si aprono tre celle conventuali: nelle prime due sono esposti vari bronzetti etruschi, italici, ellenici e romani. Nell'ultima cella sono conservati oggetti dell'età imperiale, che comunemente erano impiegati per le attività domestiche e per le onoranze funebri: recipienti di vetro soffiato, lucerne in terracotta, vasi di ceramica e di bronzo.

Nel refettorio, sulle cui pareti sono visibili i resti di un grandioso affresco di Giovan Francesco Caroto, sono conservate sculture di marmo per lo più di provenienza veronese. Tra le altre, una copia romana di statua femminile greca seduta, del II secolo, rinvenuta in piazza Duomo come le due notevoli figure femminili di grandi dimensioni e riccamente drappeggiate. Nel chiostro sono collocate iscrizioni funerarie romane risalenti alla prima età imperiale, tra il primo ed il terzo secolo. Nella Cappella di San Girolamo si trovano affreschi del XV e XVI secolo, fra cui una "Annunciazione" di Giovan Francesco Caroto; da notare l'antico soffitto (XIV secolo) costituito da pannelli di legno dipinti a motivi vegetali, alternati a scudi e rosoni. In un ambiente a lato della scala che conduce alla sala inferiore, sono esposti un crocifisso ligneo del XV secolo e le iscrizioni dedicate alle Matrone, divinità celtiche venerate anche nel periodo romano. Nella sala inferiore (la Sala delle Iscrizioni Sacre) sono esposti ELEMENTI DECORATIVI DI PALAZZI VERONESI DI ETA' IMPERIALE, ALTARI E STATUE dedicate alle divinità romane venerate a Verona. Nel pavimento è inserito un mosaico del II secolo proveniente da una villa romana di piazza Brà, con motivi legati al culto di Dioniso, raffigurato tra quattro pantere. Attraverso un'apertura presente nel pavimento si può vedere parte della profonda e grandiosa intercapedine, praticata dai Romani per proteggere il Teatro. Essa, infatti, correndo attorno alla cavea isolava l'edificio dall'umidità e impediva l'infiltrazione di acque dalla collina, che venivano raccolte in condutture e scaricate nel fiume: diciotto metri di profondità per due di larghezza, con uno sviluppo complessivo di quasi centoventi metri.

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