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Editoriali

Critiche al Comune sulla Sicurezza

Negli ultimi quattro anni la città ha registrato un progressivo e preoccupante incremento degli episodi di criminalità. A confermare lo stato di allerta non sono solo le crescenti lamentele da parte di commercianti e cittadini, ma anche le classifiche nazionali. In quella del Sole 24 Ore (elaborata su dati del Viminale), Verona è al 10° posto per il numero dei furti e al 13° per quello delle rapine. Una escalation che si traduce in quotidiani episodi di cronaca nera che coinvolgono sia quartieri periferici che il centro storico. Sul tema è intervenuto nei giorni scorsi l’ex Assessore alla Sicurezza del Comune di Verona, Daniele Polato, oggi Deputato al Parlamento Europeo "Un’amministrazione che abbandona la città alla mercé della criminalità e che continua a infischiarsene della sicurezza dei cittadini e dei commercianti. Verona merita di meglio. E’ ora di dire basta a questa indifferenza".
Durissimo il commento anche di Flavio Tosi. L'ex primo cittadino in un post su Facebook ha scritto: «I criminali hanno l’assoluta certezza che a Verona nessuno controlla. Questo per colpa di un Sindaco, Tommasi, che non si occupa di sicurezza, anzi nega il problema ... Il centro storico è in mano ai maranza e alle baby gang, Piazza Cittadella è off limits per residenti e turisti, i parchi pubblici sono presidiati da sbandati, i quartieri lasciati in balia delle peggiori frequentazioni, la stazione è pericolosissima». Nonostante il numero dei reati cresca e con esso le lamentele dei residenti, l’Amministrazione di Sinistra che governa la città si limita a minimizzare, sostenendo che il problema è solo percezione o addirittura scendendo in piazza contro le Forze di Polizia. In città è ancora forte lo sdegno per quanto accaduto nel 2024 quando l’assessore Jacopo Buffolo partecipò alla manifestazione di protesta contro il poliziotto che si era difeso dall’attacco di un folle armato di coltello. Non a caso il sindaco Damiano Tommasi è penultimo nella classifica di gradimento 2026 dei sindaci italiani

Monumenti

Piazza Erbe

Piazza Erbe è un angolo incantato di Verona, forse il più autentico. Un luogo in cui eleganti palazzi, alte torri, statue ed elementi architettonici di varie epoche si sono sovrapposti creando un collage stratificato armonioso, unico e irripetibile
Per molti secoli Piazza Erbe è stata il fulcro della vita sociale, economica e religiosa di Verona. In EPOCA ROMANA ospitava il Foro, di cui l'attuale Piazza serba l'originale lunghezza: vi erano il Campidoglio, Templi e Terme, collegati da un porticato che ospitava negozi. Nel periodo comunale fu la sede del potere politico e con gli Scaligeri divenne un centro vivace di arti e commerci. Durante la Serenissima Repubblica e la dominazione austriaca, accolse il Tribunale, ma sempre rimase il luogo d'incontro e mercato preferito dai veronesi. Sul lato orientale si trova il duecentesco PALAZZO DELLA RAGIONE che fu per secoli un importante centro del potere. Nelle sue stanze ebbero sede il Collegio dei Notai, il Dazio della Seta, la Pretura, la Corte d'Assise e le prigioni, ma sempre nel piano terra vi furono botteghe. Il Palazzo è sovrastato dalla TORRE DEI LAMBERTI, eretta nel 1172 seguendo lo stile romanico tipico dell'epoca ed ancor oggi visibile nella parte bassa, realizzata con mattoni alternati al tufo. Nei secoli ha subito vari innalzamenti, arrivando agli attuali 84 metri e diventando la torre più alta della città. Dal retrostante Cortile del Mercato Vecchio si può accedere alla sua cima, con una impareggiabile vista sulla città. Anche l'adiacente duecentesca Domus Nova ebbe varie ed importanti funzioni nel corso dei secoli: ufficio del Podestà, sede dei consigli cittadini e dimora per i giudici del vicino Tribunale

Storia

Girolamo Fracastoro

Nato a Verona nel 1478, Girolamo Fracastoro fu medico, filosofo, astronomo, teologo e letterato del Rinascimento. Grande amico di Nicolò Copernico, lavorò come professore di logica a Padova e come medico personale di Papa Paolo III. Morì nel 1553 ad Incaffi, una piccola frazione del comune di Affi, situato nell'alta provincia veronese
Figlio del nobiluomo Paolo Filippo e di Camilla Mascarelli, Girolamo Fracastoro è considerato un fondatore della moderna patologia, durante i suoi studi fu il primo ad ipotizzare e a verificare che le infezioni sono dovute a germi portatori di malattia, con la capacità di moltiplicarsi nell'organismo e di contagiare altri organismi attraverso la respirazione e varie forme di contatto. Nella sua bibliografia scientifica figurano "Syphilis sive de Morbo Gallico" (Sifilide ovvero il Mal Francese) del 1530 e il trattato "De Contagione et Contagiosis Morbis" (Sul Contagio e sulle Malattie Contagiose) pubblicato nel 1546. Come astronomo fu il primo a scoprire, con Pietro Apiano, che le code cometarie si presentano sempre lungo la direzione del Sole, ma in verso opposto rispetto ad esso. Grande amico di Nicolò Copernico, nel 1538 descrisse con precisione uno strumento simile al cannocchiale, che poi fu realizzato da Galileo Galilei qualche decina di anni dopo; per la sua passione astronomica un grande cratere della Luna porta il suo nome. Un Ritratto di Girolamo Fracastoro, dipinto a olio su tela di Tiziano, databile al 1528 è conservato nella National Gallery di Londra

Piatti tipici