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Monumenti

San Tomaso Becket

Le origi della Chiesa di San Tomaso risalgono ai primi secoli del cristianesimo. Sorta sull'area in cui anticamente vi era un tempio pagano e una vasta area sepolcrale, nel corso dei secoli fu oggetto di crolli, rifacimenti, requisizioni e svariati impieghi
Questa zona di Verona, che sino al 1895 era una stupenda grande isola in mezzo all'Adige, in EPOCA ROMANA accoglieva una vasta necropoli ed un tempio per onorare i defunti. Sull'area del tempio in età paleocristiana sorse una piccola chiesa, ingrandita nei secoli e nel 1316 intitolata a San Tomaso di Canterbury. Anni dopo una seconda chiesa venne costruita accanto e i due edifici coesistettero fino a quando si decise di unirli in un unico tempio che fu completato nel 1504. Nei secoli che seguirono venne colpita da fulmini e inondazioni; requisita dai francesi e adibita ad ospedale, sconsacrata, utilizzata come magazzino e infine nel 1867 riaperta al culto religioso. L'esterno è in stile neogotico e interamente in mattoni; la facciata del '400 è molto simile a quella della Chiesa di SANTA EUFEMIA che veniva realizzata nello stesso periodo: un elaborato portale sovrastato da un rosone centrale e affiancato da due grandi bifore laterali corniciate a rettangolo. San Tomaso è però più armoniosa e completata da un campanile in cotto, che termina con un cono slanciato attorniato da eleganti pinnacoli. Il portale, donato dallo stesso mecenate di Santa Eufemia, è ornato con motivi a spirale sulle strombature e sovrastato da un arco leggermente acuto, circondato da due statue di Santi e una Madonna con Bambino

Storia

Signoria degli Scaligeri

Gli Scaligeri furono una ricca e potente dinastia che governò sulla città di Verona e gran parte del Veneto per 125 anni, dal 1262 sino al 1387. Le fonti storiche raccontano di come essa fosse presente a Verona già agli inizi del XI secolo, discendente dai nobili di Scalemburg o forse da un fabbricante di scale, di nome Jacopo Fico
Agli inizi del XIII secolo il capofamiglia era Jacopino della Scala (figlio di Balduino), un mercante di lana benestante ma privo di titoli nobiliari. Abile politico, divenne Vicario Imperiale di Ostiglia e Podestà di Cerea. Morto nel 1248, fu padre di Mastino, Alberto e Manfredo della Scala. Nel 1262 suo figlio Mastino divenne Capitano del Popolo e si attivò per attenuare i forti contrasti che in città coinvolgevano varie fazioni e famiglie. Nel 1265 riconquistò Trento, da poco ribellatasi, ed estese i domini veronesi su Lonigo, Montecchio e Montebello. Due anni dopo scese in Italia l'Imperatore Corradino di Svevia, che Mastino sostenne tanto apertamente da venire scomunicato da Papa Clemente IV. I rapporti con la chiesa si ristabilirono qualche anno più tardi, quando aiutò il Vescovo di Verona contro gli eretici che avevano conquistato Sirmione. Mastino della Scala fu assassinato il 26 ottobre 1277, vittima di una congiura ordita da alcune famiglie Guelfe della città. Gli successe il fratello Alberto, che al tempo era già Podestà di Mantova. La sua vendetta, rapida e cruenta, non lasciò scampo ai congiurati. Con lui si ebbe l'effettivo passaggio della città da libero Comune a Signoria; amato dal popolo ottenne rapidamente la pace con Brescia, Mantova e Padova, città guelfe in contrasto con il ghibellismo scaligero. All'inizio degli anni '90 vennero occupate Este, Parma e Reggio, mentre nel 1297 Vicenza, insanguinata dalle lotte civili, si diede spontaneamente a Verona; nel 1299 conquistò Feltre e Belluno. Alberto mori nel 1301 lasciando tre figli: Bartolomeo, Alboino e Canfrancesco detto CANGRANDE. Inizialmente assunse il potere il primogenito Bartolomeo, ed alla sua morte nel 1304 ai fratelli Alboino e Cangrande, che nel 1310 furono nominati Vicari Imperiali da Enrico VII

Piatti tipici