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Monumenti

Museo di Storia Naturale

Il Museo Civico di Storia Naturale di Verona conserva importanti collezioni scientifiche e naturalistiche, pervenute alla città nel corso dei secoli. Numerose le donazioni che arrivarono nel '600 e '700 da medici, farmacisti, erboristi e colte personalità veronesi e nel 1833 il conte Alessandro Pompei offrì al Comune la prestigiosa sede
Il Museo di Storia Naturale è stato fondato come Museo Cvico di Verona nel 1861, quando tutte le collezioni cittadine, sia di arte e sia naturalistiche vennero riunite nella stessa sede di Palazzo Pompei, un maestoso edificio del '500 capolavoro rinascimentale dell'architetto veronese MICHELE SANMICHELI. Successivamente con il grande riordino delle collezioni realizzato nel 1926, furono separate: quelle naturalistiche rimasero nella sede di Palazzo Pompei mentre le collezioni d'arte antica furono trasferite al MUSEO ARCHEOLOGICO e al MUSEO DI CASTELVECCHIO. Le collezioni di arte moderna e contempranea vennero sistemate nel 1939 nella GALLERIA ACHILLE FORTI. Oggi è una delle strutture museali naturalistiche più prestigiose d'Italia e d'Europa. Nelle sue 16 sale espositive è raccolto un patrimonio di eccezionale importanza e ricchezza che permette di capire l'evoluzione del nostro pianeta e di conoscere meglio la natura di ieri e di oggi. In esso sono esposte ricche collezioni zoologiche ed eccezionali reperti come i numerosi pesci fossili di Bolca e gli oggetti preistorici rinvenuti in alcune palafitte sul Lago di Garda. Le ampie stanze del Palazzo ospitano, accanto a tutte le sale espositive, anche la biblioteca scientifica più ricca della città, i depositi delle collezioni e i laboratori, gli uffici amministrativi, le sezioni scientifiche di Geologia, Paleontologia e Zoologia. La sede staccata presso l'ex ARSENALE AUSTRIACO ospita le due sezioni scientifiche dedicate allo studio di Preistoria e Botanica

Storia

el Bacanal del Gnoco

L'origine del Carnevale di Verona risale al medioevo, quando il Bacanal del Gnoco (anche detta Festa dell'Abbondanza) assunse grande valenza e divenne la principale manifestazione veronese. Secondo la tradizione popolare il fondatore fu Tomaso Da Vico, un medico che nel XVI secolo dispose nel suo testamento che ogni anno si distribuissero alimenti agli abitanti del quartiere di San Zeno
Nella sua "Istoria di Verona" Girolamo Dalla Corte narra che nel 1531 in città imperversava una terribile carestia. Avendo i "pistori" cresciuto il loro calmiere e non volendo far pane né vendere quello già pronto, il 18 giugno una folla a San Zeno corse tumultuosamente in piazza e assalì i forni, facendo razzie. Il pericolo della rivolta fu scongiurato con la tempestiva azione di alcuni cittadini, che a loro spese provvidero al vettovagliamento degli abitanti più poveri del rione. La tradizione popolare ritiene che tra loro vi fosse anche il medico Tomaso Da Vico, che perpetuò l'iniziativa disponendo nel suo testamento che ogni anno fossero distribuiti ai sanzenati pane, vino, burro, farina e formaggio. Giambattista Da Persico ritiene invece che la festa del Venerdì Gnocolar (anticamente detta del Venerdì Casolar) risalga al 1405, con l'ingresso della città nella Serenissima Repubblica. Richiamandosi alla cronaca dello Zagata, lo storico ricorda che, al ritorno degli ambasciatori veronesi, il Carroccio fu tirato fuori dalla Chiesa di SAN ZENO dopo due secoli, e portato in processione con le insegne di San Marco avute in dono dal Doge. Secondo il Da Persico si deve ritenere che il carro trionfale di San Zeno (o Carro dell'Abbondanza) sia "un'immagine di quel carroccio, il bandierone di carta un'allusione allo stendardo, ed i putti i 40 ambasciatori". Data poi la carestia che colpì Verona nel 1406, si può ritenere che il nuovo governo abbia voluto accattivarsi il popolo istituendo una Festa dell'Abbondanza con "largizioni di commestibili e l'uso di quegli arredi, coi quali pochi mesi innanzi s'erano in trionfo portate le insegne del nuovo dominio"

Piatti tipici